Il popolo dell’erba, e si sa bene di che erba si tratti. Questo collettivo di Lyon creato nel 1997 è proprio un gruppo atipico nel panorama musicale francese, che non rinuncia mai all’esplorazione metodica di un genere musicale. Psychostick (drums), DJ Pee (machines), N’Zeng (trumpet), Spagg (bass), Chris (producer) e l’inglese della band JC 001, sono prima di tutto dei provocatori brillanti.
Tornano con il loro quinto disco studio semplicemente chiamato “Tilt” , molto più impregnato di rock dei dischi precedenti, ma sempre ricco di tutte le loro sperimentazioni tradizionali : dub, jazz, elettronica, hip-hop, groove …
Spiegano cosi questa direzione più rock’n'roll : “Non vogliamo chiuderci in uno stile particolare. Con Tilt abbiamo cercato di esprimerci in un modo più leggero.” Il risultato è una sorta di colonna sonora immaginaria, intensa, una musica sempre più sorprendente, più potente, il disco di un gruppo maturo abitato da una fiamma essenziale: quella della passione e della rabbia.
Ritroviamo tutti gli ingredienti essenziali del Peuple de l’Herbe: drum’n bass su “Pretty Bad Drug”, hip-hop su “Supabreakin”, trip-hop su “Nightmare”, o ancora dance sul brano di chiusura “Catch up”, mentre su altri brani l’influenza rock è chiaramente al primo piano: “Get Stronger”, “Back Against The Wall”.
Un disco proprio ispirato, ricco di arrangiamenti sottili, per un gruppo che conferma il suo savoir-faire nel mischiare suoni digitali con strumenti classici.
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